Paul De Haan

Paul De Haan
Paul De Haan

Nome d’arte di Stefano Agostini, nato a Roma il 27 Maggio 1966.
Pittore autodidatta da sempre ”ossessionato” dal disegno e dalla pittura, dopo circa dieci anni di attività forzatamente limitata, nel 2006 riprende a dipingere “sul serio” e nel 2007 diventa socio del Circolo “Lorenzo Viani” di Ostia.
Firma le sue opere con il nome d’arte olandese PAUL DE HAAN.
Ha partecipato a diverse mostre collettive e concorsi Nazionali ed Internazionali riscuotendo buoni apprezzamenti, le sue opere sono state esposte in gallerie di Roma, Milano, Bergamo, Genova e Catania

 

Panchina - olio su tela 50 X 50
Panchina - olio su tela 50 X 50

questa opera è volutamente intitolata panchina non tenendo conto del soggetto sdraiato, un senza tetto, un barbone, un homeless, un invisibile, una di quelle tante persone che girano per le nostre città, mangiano alle mense della Caritas e dormono in ricoveri di fortuni coperti da fogli di cartone, persone invisibili che la nostra società emargina, la nostra società totalmente disattenta agli "ultimi", fino a quando gli ultimi non siamo noi.

 

Panchina fa parte di una serie di quattro dipinti realizzati dall’autore Paul de Haan per una mostra a tema su "la violenza del XX° Secolo":

 

le altre tre sono nell’ordine:

Shoah
Shoah

Shoah: riferito ai campi di concentramento e alla violenza atroce che esseri umani hanno inflitto ad altri esseri umani ( altro che razza eletta! )

la pietà
la pietà

La pietà: raffigura una madre iraqena piangente sul figlioletto morto, quindi il dolore più grande per un essere umano, inflitto a persone indifese e incolpevoli in nome dei nostri popoli e di valori dichiarati altissimi solo a parole ( donata ad Emergency )

Eroi
Eroi

Eroi: in omaggio a Falcone e Borsellino che hanno dedicato la loro vita a noi e allo Stato e che troppo spesso vengono ricordati nelle parole dei discorsi ufficiali e pochissimo nei fatti concreti della vita politica e sociale.

 

 

dicono di lui:

“La sua figurazione con cadenze espressioniste e le sue atmosfere intimiste, rendono evidente come l’arte sia sempre la rappresentazione di un concetto, di una situazione o di un sentimento”
A.Iozzino - Critico e Storico dell’Arte


“Di sapore fiammingo appare profuso l’intero corpus pittorico dell’artista Paul De Haan, dietro il quale si cela una mente italiana.
Nella rivisitazione dell’arte figurativa olandese e della pittura seicentesca, l’Autore recupera non soltanto alcuni dei soggetti raffigurati da Jan Vermeer, ma anche il complesso linguaggio luministico adottato da Rembrandt. Se dal primo trae spunto per la rappresentazione di tradizionali figure femminili, immerse in un’ambientazione domestica e alle prese con le loro attività quotidiane, dal secondo riprende l’austera espressività della ritrattistica e la drammatica cromia rembrandtiana, i cui toni cupi creano attraenti rapporti luministici di lontana matrice caravaggesca. Sulla scia del Maestro da Leida, talvolta il chiaroscuro viene impiegato in maniera scenografica sulle tele di Paul De Haan mediante vibranti colpi di pennello più evidenti e pronunciati.
Il pittore romano si distingue, tuttavia, dai maestri del passato per la molteplicità stilistica latente e la poliedricità iconografica manifesta. Dal sacro al quotidiano, dal cromatismo cupo al colore più intenso, dal sociale alla pittura di genere, da ambientazioni congelate a scene di grande gaudio, queste sono le innumerevoli sfaccettature di una personalità alla continua ricerca di sé.”
S. Falzone - Critico e Storico dell’Arte


MOSTRE:
Camera dei Deputati - Sala del Cenacolo Anno 2009
Museo Civico "U.Mastroianni" - Marino (RM ) Anno 2009
Museo d'Arte Sacra Badia S.Salvatore - Vaiano (PO) Anno 2009
Museo Comunale Antiquarium di Sezze (LT) - 2010
Biblioteca Comunale Torrita di Siena (SI) - 2010
 

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